Dalle regole del campo alla vita di tutti i giorni: nasce “Allenarsi alla legalità”, il progetto promosso dalla Fondazione Giovanni Paolo II per lo sport con il contributo di Roma Capitale, dedicato a preadolescenti e adolescenti per diffondere attraverso lo sport una cultura della legalità, del rispetto e della responsabilità.
Lo sport non è soltanto competizione, allenamento e risultato. È anche una palestra nella quale imparare a stare con gli altri, rispettare le regole, riconoscere l’autorità, accettare una sconfitta, valorizzare l’avversario e comprendere che ogni comportamento individuale ha conseguenze sulla comunità.
Da questa consapevolezza nasce “Allenarsi alla legalità”, un percorso educativo che vuole aiutare ragazze e ragazzi a scoprire come i valori vissuti sul campo possano diventare principi da portare nella vita quotidiana.
Il progetto, realizzato dal 1° settembre 2026 al 31 marzo 2027, coinvolgerà 1.160 giovani tra gli 11 e i 19 anni, provenienti dalle scuole secondarie, dai gruppi sportivi parrocchiali e oratoriani e dalle rappresentative sportive studentesche di Roma. Saranno inoltre coinvolti circa 100 insegnanti ed educatori sportivi, allenatori e dirigenti.
Lo sport per la legalità
Il punto di partenza è semplice: nello sport le regole sono indispensabili. Senza regole non esiste il gioco, non è possibile confrontarsi lealmente e non può esserci rispetto dell'avversario.
Ma lo sport, da solo, non garantisce automaticamente una cultura della legalità. Anche il mondo sportivo può essere attraversato da fenomeni come il doping, il match fixing, le scommesse clandestine, la violenza e le infiltrazioni della criminalità organizzata.
Per questo “Allenarsi alla legalità” vuole offrire ai giovani strumenti per riconoscere questi fenomeni e, allo stesso tempo, valorizzare lo sport come esperienza concreta attraverso cui educarsi alla responsabilità, alla convivenza civile e al rispetto dell'altro.
La campagna “Sport e legalità” si svilupperà attraverso incontri formativi, testimonianze, teatro, momenti di confronto e iniziative rivolte ai giovani e agli adulti che li accompagnano nel loro percorso educativo.
Dal campo alla vita: quattro esperienze per crescere
Il progetto propone diverse attività, pensate per coinvolgere i ragazzi attraverso linguaggi e modalità differenti.
Tra le iniziative è previsto lo spettacolo teatrale “Citius Altius Fortius”, realizzato dalla Fondazione Giovanni Paolo II per lo sport con la compagnia Dada Arti performative. Attraverso la storia di due atlete impegnate nella sfida per una medaglia olimpica, lo spettacolo affronta i valori dello sport, il rapporto con gli altri e la ricerca del proprio talento. Al termine della rappresentazione, gli attori dialogheranno con i ragazzi per trasformare le emozioni suscitate dalla storia in un momento di confronto e riflessione.
Un appuntamento particolare sarà poi la “Notte dei capitani – Sport e legalità”, dedicata ai giovani leader delle squadre degli oratori e delle parrocchie romane. I capitani saranno chiamati a riflettere sul valore delle regole e ad assumere pubblicamente un impegno attraverso un decalogo di valori: rispetto dei compagni, degli allenatori, degli arbitri e degli avversari. La fascia consegnata al termine dell'incontro diventerà così il simbolo concreto di una responsabilità da portare con sé in campo e nella vita.
Il tema delle regole sarà approfondito anche nel convegno “Palestra di legalità. Disciplina, regole e diritto nello sport”, rivolto agli studenti dei licei sportivi e agli atleti delle rappresentative studentesche. Magistrati, arbitri e testimonial sportivi dialogheranno con i ragazzi sul significato delle regole, affrontandone la dimensione personale, sportiva e giuridica.
Infine, attraverso gli incontri “Diamoci una regolata! Quando lo sport ci insegna qualcosa sulla vita”, i giovani saranno coinvolti in un percorso di confronto con testimonianze sportive e istituzionali. Video, storie ed esperienze permetteranno di affrontare temi come il fair play, il bullismo, la violenza tra pari, il rispetto dell'arbitro e delle istituzioni, ma anche i fenomeni di illegalità che possono contaminare il mondo dello sport.
Una responsabilità condivisa
Educare alla legalità non significa soltanto spiegare quali siano le regole da rispettare. Significa aiutare i giovani a comprendere perché le regole sono importanti e come possano essere uno strumento per vivere meglio insieme.
Per questo il progetto coinvolge non soltanto i ragazzi, ma anche gli adulti che quotidianamente li accompagnano: insegnanti, allenatori, dirigenti sportivi, educatori e famiglie.
L'obiettivo è costruire una comunità educativa nella quale lo sport possa diventare un linguaggio comune e un'occasione concreta per parlare di rispetto, responsabilità, inclusione e cittadinanza.
Perché un ragazzo che impara a rispettare l'avversario, ad accettare la decisione dell'arbitro, a sostenere il compagno in difficoltà e a riconoscere il valore delle regole sta già facendo un'esperienza importante di cittadinanza.
Allenarsi alla legalità significa allora allenarsi a vivere insieme.
E, come nello sport, anche nella vita nessuno vince da solo.