Sabato 10 ottobre la nuova edizione della “piccola olimpiade in carcere”: detenute, polizia penitenziaria, magistrati e società civile tornano a sfidarsi insieme nel segno dello sport.
I Giochi della speranza tornano a Roma. Sabato 10 ottobre, nella Casa Circondariale di Rebibbia, ma stavolta nella sezione femminile, detenute, agenti di Polizia penitenziaria, magistrate e rappresentanti della società civile si troveranno a condividere una mattinata di sport e confronto nella “piccola olimpiade in carcere”, progetto nato per portare oltre le mura dell’istituto i valori educativi e sociali dello sport.
Dal primo appuntamento del 13 giugno 2025 a Rebibbia, il progetto ha continuato a crescere, tornando adesso nella sezione femminile dello stesso istituto romano dopo l’edizione dello scorso febbraio alla Casa di Reclusione di Milano Bollate. Un percorso che attraverso esperienze diverse conferma la volontà di fare dello sport uno strumento di crescita personale, educazione alle regole, responsabilizzazione e reinserimento sociale, ma anche un’occasione concreta per costruire relazioni e alimentare speranza.
Promossa dalla Fondazione Giovanni Paolo II per lo sport, dalla Rete di magistrati “Sport & Legalità” e DAP (Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria), con il patrocinio del Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale e la collaborazione dell’Ufficio Nazionale per la Pastorale del tempo libero, turismo e sport della Conferenza Episcopale Italiana, del Centro Sportivo Italiano – Comitato di Roma e del Gruppo Sportivo Fiamme Azzurre, l’iniziativa vuole proporre un momento di riflessione condivisa sui temi della giustizia, della dignità umana e dei percorsi di recupero, attraverso la dimensione formativa e sociale dello sport.
Anche questo nuovo appuntamento, tra emozioni forti, agonismo e momenti di profonda riflessione, si presenta come un ulteriore passo in un cammino già avviato: rendere lo sport uno spazio di incontro reale, di dialogo e di possibilità, uno strumento prezioso per superare le distanze tra chi vive e lavora all’interno del carcere e la comunità esterna.
L’evento sportivo consisterà in una piccola olimpiade che vedrà quattro rappresentative sportive – detenute, polizia penitenziaria, magistrate ed esponenti della società civile – confrontarsi in diverse discipline: calcio a 5, pallavolo, atletica, tennis tavolo e calcio balilla.
Le gare prenderanno il via alle 8.30, dopo la cerimonia di apertura e i saluti istituzionali, e si concluderanno alle 13.30 con le premiazioni finali.
Questa nuova edizione ribadisce l’obiettivo di creare un modello replicabile anche in altri istituti di pena, per permettere alle persone recluse di vivere un momento di gioco, confronto e socialità, ma soprattutto per valorizzare sempre di più lo sport come strumento di crescita personale e reinserimento sociale.
Nel solco delle precedenti edizioni, i Giochi della Speranza ribadiscono che lo sport in carcere non è un semplice passatempo, ma uno strumento concreto di educazione alle regole, di cura della persona e di responsabilizzazione, capace di alimentare una speranza concreta e una prospettiva di futuro, ma soprattutto di attraversare simbolicamente i muri del carcere per raggiungere la comunità esterna e ricordare che il valore educativo dello sport non conosce confini.
Di seguito il programma della giornata:
ore 8.00 – cerimonia di apertura e saluti istituzionali
ore 8.30 – inizio gare
ore 13.30 – premiazioni finali