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Scuola di Pensiero 2017 "Quale futuro per lo sport?"

pubblicato 10 feb 2017, 04:04 da Admin Gp2 Sport   [ aggiornato in data 10 feb 2017, 04:07 ]

Continua il cammino della Scuola di Pensiero per lo sport per l'anno 2017, organizzato dall'Ufficio Nazionale per la Pastorale del tempo libero, turismo e sport della Conferenza Episcopale Italiana e dalla Fondazione Giovanni Paolo II, in collaborazione con il Dicastero per la Famiglia, i Laici e la Vita (Ufficio per lo sport), il Pontificio Consiglio della Cultura (Dipartimento Fede cultura e sport) e il Pontificio Oratorio San Paolo. Una serie di incontri che si svolgeranno dal 9 marzo a settembre 2017, presso l'Oratorio di San Paolo a Roma (Viale di San Paolo 12), dalle 18,30 alle 22,30.

In allegato la mappa dei contenuti, il calendario dettagliato delle riunioni con i rispettivi argomenti e relatori, e le indicazioni logistiche e pratiche.

In Vaticano la prima conferenza mondiale su fede e sport

pubblicato 17 ott 2016, 05:39 da Admin Gp2 Sport   [ aggiornato in data 17 ott 2016, 05:39 ]

Da oggi, i mondi dello Sport, della Fede, dell’economia e dell’educazione sono più uniti per costruire un’umanità migliore. E’ l’eredità di “SPORT AT THE SERVICE OF HUMANITY”, la prima Conferenza Globale su Sport e Fede, che si è conclusa il 7 ottobre in Vaticano. I delegati hanno lavorato fianco a fianco per due giorni di discussioni plenarie e gruppi di lavoro, guidati dai sei principi del Comportamento Sportivo: Compassione, Rispetto, Amore, Ispirazione, Equilibrio e Gioia.

Partendo da un forte consenso su valori comuni e idee, speaker e partecipanti si sono confrontati sui risultati del loro lavoro collettivo e su come tradurre i principi in azioni, ripromettendosi di mantenere intatto lo spirito di “SPORT AT THE SERVICE OF HUMANITY” e del suo Movimento.

La Conferenza è stata organizzata dal Pontificio Consiglio per la Cultura, con la guida del Cardinale Gianfranco Ravasi, e la presenza di leader delle maggiori tradizioni religiose. Per la Fondazione Giovanni Paolo II per lo Sport erano presenti il presidente, Edio Costantini, il vice presidente mons. Mario Lusek e il segretario Daniele Pasquini. 


Il discorso di Papa Francesco alla cerimonia di apertura

Lo sport è “un invito a sviluppare i talenti che Dio ci ha dato”, e quando “gli atleti tendono al massimo delle possibilità” trascende “il livello della pura fisicità e ci porta nell’arena dello spirito e addirittura del mistero”. Lo ha detto Papa Francesco, il 5 ottobre in Aula Paolo VI, nel suo discorso (in allegato) ai partecipanti alla cerimonia di inaugurazione. Lo sport, ha affermato il Pontefice, rende un “prezioso servizio” all’umanità, è “un’attività umana di grande valore” e “proprio in questi ultimi mesi abbiamo visto come i giochi olimpici e paraolimpici sono stati al centro dell’attenzione del mondo intero”. Un’altra sua caratteristica “è che non è riservato agli atleti di grandi prestazioni; è anche dilettantistico e amatoriale, non riservato alle competizioni”. Inoltre “insegna a lavorare in squadra, a saper vincere e a saper perdere e per questo è importante che tutti possano partecipare alle attività sportive”.

 

Allianz è stata partner fondatore di “SPORT AT THE SERVICE OF HUMANITY”.

Le Nazioni Unite e il Comitato Olimpico Internazionale sono stati special supporter dell’evento.

Il Vescovo Paul Tighe, Segretario Aggiunto del Pontificio Consiglio per la Cultura, rivolgendosi ai partecipanti nel suo discorso finale, ha dichiarato: “La Conferenza è stata una manifestazione di straordinaria rilevanza. Abbiamo condiviso energia, entusiasmo, ispirazione, idee e proposte. Abbiamo imparato gli uni dagli altri, creando forti contatti e cooperando, e ora, insieme, siamo più forti”.

“Ma un buon inizio è solo metà del lavoro” – ha aggiunto il Vescovo Tighe. “Vogliamo promettere continuità, specialmente tramite lo Humanity Sports Club, grazie all’impegno di Allianz. Useremo tutti i più moderni mezzi di comunicazione per continuare a condividere i risultati del nostro lavoro, ma prendiamo soprattutto un impegno: dare un seguito al nostro lavoro, e vi chiediamo di continuare a confrontarvi con noi. Insieme, abbiamo avuto tutti il coraggio di credere che lo Sport possa mettersi al servizio dell’umanità”.

Il Cardinale Gianfranco Ravasi, Presidente del Pontificio Consiglio della Cultura, ha concluso “SPORT AT THE SERVICE OF HUMANITY” ringraziando tutti i partner coinvolti, e ricordando che “lo Sport, più di ogni altra cosa, deve essere autentico. Un bambino che gioca con un pallone per strada in una favela è uno dei più autentici simboli di gioia e libertà”. Il Cardinale Ravasi ha poi concluso il suo discorso con una benedizione interreligiosa.

 HUMANITY SPORTS CLUB

I sei Principi del Comportamento Sportivo hanno già ispirato un Movimento, formato da giovani, grandi atleti, club sportivi e organizzazioni. Il primo passo per entrare a far parte di questo team, e poter cambiare in meglio lo Sport, le nostre vite e il mondo è visitare la pagina Facebook dello Humanity Sports Club 

Convegno "Lo sport in rosa" - LUMSA

pubblicato 29 ott 2015, 08:06 da Admin Gp2 Sport   [ aggiornato in data 29 ott 2015, 08:07 ]

Martedì 27 ottobre è stata inaugurata presso la sede LUMSA di via di Porta Castello 44 la mostra fotografica su 
L’emancipazione femminile vista attraverso i Giochi Olimpici, messa a disposizione da Panathlon International Distretto Italia. La mostra consiste in pannelli fotografici corredati da una didascalia di forte efficacia didattica, vuole evidenziare la forza emotiva con cui le donne dello sport sono scese in campo per emergere dal loro paradossale isolamento.

L’inaugurazione della mostra è stata preceduta dal Convegno Lo sport in rosa, a cui hanno partecipato Mons. Mario Lusek, responsabile dell’Ufficio Nazionale CEI per la pastorale del tempo libero, turismo e sport, Edio Costantini, della Fondazione Giovanni Paolo II per lo sport, Consuelo Corradi, Pro Rettore della LUMSA, Raniero Regni, direttore del Corso di perfezionamento in Formazione e management dello sport della LUMSA, Pierluigi Palmieri, Governatore Panathlon, Alessandro Palazzotti, Vice Presidente di Special Olimpics.

Al convegno erano presenti Veronica Borsi, Maria Elisabetta Marconi, Martina Petraglia, atlete del gruppo polisportivo “Fiamme Gialle” e Lucia Galli, medaglia di bronzo nelle bocce.

 

L’obiettivo del convegno è far conoscere il lungo cammino per l’emancipazione che con fatica, costanza, passione, impegno e talvolta con ribellione nei confronti delle regole, tante donne hanno combattuto e vinto nel mondo dello sport ed in particolare in quello olimpico.

 

«L’università» - ha affermato la prof.ssa Consuelo Corradi, Pro Rettore della LUMSA - «è un soggetto forte che insieme ad altri soggetti forti genera cultura, informazione, formazione per le nuove generazioni. Questo evento mostra tangibilmente come la LUMSA sia interessata ad essere in contatto con coloro che dello sport non parlano ma lo praticano tutti i giorni delle loro vite. Lo sport è uno degli spazi della libertà femminile. Noi oggi ricordiamo le campionesse perché poi dietro ognuna di loro è venuto un plotone».

 

L’iniziativa rientra negli eventi previsti dal programma del Corso di perfezionamento in Formazione e management dello sport organizzato dal Dipartimento di Scienze umane della LUMSA. Il corso è patrocinato dal CONI e dal Pontificio Istituto della Cultura.


Nel cuore dello sport - Se l'educazione fa centro. Presentato alla Lumsa il corso di perfezionamento "Formazione e management dello sport"

pubblicato 02 lug 2015, 10:49 da Admin Gp2 Sport   [ aggiornato in data 03 lug 2015, 06:54 ]

Rilanciare lo sport come mezzo di educazione ed evangelizzazione, recuperare nello sport la dimensione ludica, promuovere un nuovo modello di cultura sportiva che rimetta al centro l’uomo.

Sono solo alcuni dei numerosi spunti emersi nel corso della tavola rotonda “Nel cuore dello sport – Se l’educazione fa centro” tenutasi mercoledì 1 luglio 2015 presso l‘Università Lumsa di Roma, alla quale sono intervenuti il prof. Francesco Bonini, Rettore della LUMSA, il Card. Gianfranco Ravasi, Presidente del Pontificio Consiglio della Cultura, Giovanni Malagò, Presidente del CONI, Mons. Mario Lusekresponsabile dell‘Ufficio per la pastorale del tempo libero, turismo e sport della Cei, e Giampiero Spirito, Responsabile servizi sportivi TV2000, in veste di moderatore.

Nel saluto introduttivo il rettore della Lumsa, prof. Francesco Bonini, in riferimento al corso di perfezionamento “Formazione e management dello sport” - che è stato presentato nella seconda parte della mattinata - ha spiegato: “La nostra università riprende una tradizione consolidata sui temi dello sport. È il momento di lanciare una rete coordinata di investimenti sui temi della cultura e dell’educazione”.

Per Giovanni Malagò, presidente del Coni: “Questo corso è un importante segnale di modernità. Nel nostro Paese c'è spazio per trovare collocazione professionale all'interno dello sport, ma non è più possibile improvvisarsi. È necessario – ha affermato Malagò - che i dirigenti siano sempre più preparati e competenti”.

Il cardinale Gianfranco Ravasi, nel corso del suo intervento, ha evidenziato l’aspetto teologico del gioco: “Dio è sportivo e creatore del bello; nella sapienza creatrice Dio gioca sul globo terrestre e si diverte”. Successivamente si è soffermato sull’aspetto antropologico del gioco: “È un aspetto strutturale dell’essere umano. Anche nel lavoro dell’uomo una delle espressioni fondamentali è rappresentata dal gioco. L'uomo per realizzarsi deve trasformare qualcosa. Se ciò non avviene la persona si sente infelice o incompleta; proprio per questo è necessario recuperare la dimensione ludica in tutti gli aspetti della vita dell’uomo”. Il Presidente del Ponticio Consiglio della Cultura, ha sottolineato, inoltre, i numerosi riferimenti allo sport nelle Sacre Scritture: “Uno dei patroni degli sportivi che proporrei è San Paolo che utilizza il linguaggio dello sport come metafora cristiana. Basti ricordare il paragone con la corsa allo stadio e la lotta greco-romana nella I Lettera ai Corinzi. Il gioco, proprio perché è così strutturale all’essere umano - ha concluso Ravasi - può essere toccato dalle colpe, dagli errori, dalle frodi e sfociare negli eccessi e nei fanatismi; è necessario guardarsi, quindi, dalle derive del gioco e dello sport rappresentate dal tifo violento, dalla ludopatia e dal doping”.

“Nel percorso dei primi quattro anni della Scuola di Pensiero “Uno sport per l’uomo aperto all’Assoluto” ci siamo immersi nel cuore dello sport – ha affermato Mons. Mario Lusek, responsabile dell'Ufficio per la pastorale del tempo libero, turismo e sport della Cei - Abbiamo compreso che lo sport non solo è una manifestazione tipica del nostro tempo, ma anche uno specchio delle ambiguità della società contemporanea. È necessario ridare un'anima allo sport e condurlo verso la sua dimensione originaria. La Chiesa non si limita a richiamare i principi etici che sono alla base della pratica sportiva, ma è necessario vivere la dimensione cristiana nella società, anche nelle forme del gioco e del tempo libero. Se lo sport viene privato della dimensione educativa – ha proseguito Lusek - la stessa idea di sport viene meno, si impoverisce e rimane un’attività fine a se stessa". http://piwik1.glauco.it/piwik.php?idsite=9

Educare attraverso lo sport e con lo sport è una delle finalità del Corso di perfezionamento in “Formazione e management dello sport” che è stato presentato nella seconda parte della mattinata dal prof. Raniero Regni, Direttore del Corso di perfezionamento, e da Edio Costantini, Presidente della Fondazione Giovanni Paolo II per lo sport.

“L’obiettivo ambizioso del corso – ha affermato il prof. Raniero Regniè di riflettere in maniera approfondita sullo sport e di qualificare professionisti competenti in tutti gli ambiti della formazione e del management sportivo. La cultura – ha concluso Regni - può dare uno strumento in più ai formatori, ai dirigenti e agli educatori”.

Per Edio Costantini, presidente della Fondazione Giovanni Paolo II per lo sport, “è necessario risvegliare le coscienze e rimettere al centro dello sport la questione educativa. Lo sport è cultura ed è proprio grazie al percorso di approfondimento che è stato portato avanti in questi anni dalla Scuola di Pensiero “Uno sport per l’uomo aperto all’Assoluto” si è arrivati oggi alla proposta accademica del Corso di perfezionamento. Proprio in questo momento in cui lo sport sembra essere sempre più degenerato dalla deriva del denaro e del successo, - ha concluso Costantini - lo sport ha bisogno di formatori e di educatori che sappiano accompagnare la vita delle persone”.

Il corso di perfezionamento “Formazione e management dello sport” – organizzato dal Dipartimento di Scienze umane della Libera Università Maria Santissima Assunta sotto il patrocinio del Pontificio Consiglio della Cultura, in partenariato con l’Ufficio per la Pastorale del tempo libero, turismo e sport della Cei – prenderà il via ad ottobre e prevede 220 ore, divise tra lezioni teoriche, pratiche, project work, stage e seminari con esperti del settore sportivo.

All’interno del corso sono previsti anche un ciclo di convegni "Open forum" su diversi temi: Gioco e formazione umana (rimettere l'uomo al centro dello sport); la grande bellezza dello sport (arte, letteratura, cinema); la forza della fragilità (disabilità e inclusione); verso una teologia dello sport.
Il corso di perfezionamento “Formazione e management dello sport” è promosso in collaborazione con la Fondazione Giovanni Paolo II per lo Sport, il Panathlon International Distretto Italia, Special Olympics Italia e l’Associazione Medaglie D’Oro.

Nel cuore dello sport. Se l'educazione fa centro

pubblicato 26 giu 2015, 08:34 da Admin Gp2 Sport   [ aggiornato in data 03 lug 2015, 06:55 ]

Mercoledì 1 Luglio l'Università Lumsa, in collaborazione con il Pontificio Consiglio della Cultura e il CONI, darà vita a una tavola rotonda per discutere dei problemi e dei valori dello sport. Interverranno il Cardinale Gianfranco Ravasi e Giovanni Malagò

Mercoledì 1 luglio l’Università LUMSA metterà la lente di ingrandimento sullo Sport, con una tavola rotonda per la quale sono stati mobilitati  i vertici  della cultura cattolica e del mondo olimpico, quali il  Presidente del Pontificio Consiglio della Cultura, Cardinale Gianfranco Ravasi, il Magnifico Rettore della Lumsa, Prof. Francesco Bonini, il Presidente del CONI, Dott. Giovanni Malagò, Mons. Mario Lusek, responsabile dell’Ufficio per la Pastorale del tempo libero, turismo e sport della CEI.

Il successo dello sport oggi è indiscutibile. Esso possiede una capacità di mobilitazione di interessi e passioni che altre istituzioni e dottrine vorrebbero avere.  Secondo gli organizzatori dell’evento, tra cui Raniero Regni, Edio Costantini, Melchor Sanchez e Mario Lusek, questo accade perché lo sport parla al cuore umano. Al centro dell’essere umano c’è una tensione che genera inquietudine ed agonismo. L’essere umano non vive di sola utilità e sembra avere uno straordinario bisogno di ciò che appare superfluo, improduttivo, senza scopo, futile, ma anche libero e infinito. E’ questa la dimensione ludica dello sport che è e deve rimanere fratello gemello del gioco. E, nel gioco, c’è il rapporto con il destino, la tensione tra il finito e l’infinito, che lo apparenta al rito e al mito. La bellezza, la forza, il fair play, la generosità, il coraggio, la nobiltà d’animo, la gratuità, sono valori che lo sport  mobilita e che vanno però educati ed indirizzati allo sviluppo umano nella sua totalità.

Il successo dello sport lo espone però anche a forme di degenerazione di cui si parla ogni giorno. Sono le degenerazioni della spettacolarizzazione, dello sfruttamento economico, dell’agonismo esasperato, del doping, della violenza. Quasi a voler testimoniare che per ogni fisiologia c’è sempre il rischio di una patologia, che è una riduzione ed un malfunzionamento unilaterale. Questo accade quando si perde di vista lo sviluppo umano e sociale nel suo complesso, quando si perdono di vista i valori che la pratica sportiva dovrebbe comportare, quando si perde di vista l’integrità della persona come corpo, anima e spirito, cioè quando si perde di vista il grande valore educativo che lo sport possiede con il suo potere di umanizzazione.

E’ soprattutto di questi aspetti educativi che si parlerà nella Tavola rotonda dal titolo emblematico  “Nel cuore dello sport”, voluta fortemente dal Magnifico Rettore della LUMSA Francesco Bonini, a cui accenna il sottotitolo, Se l’educazione fa centro, con un confronto profondo e serrato tra una visione laica ed una visione religiosa della ludicità e dello sport, con le preziose testimonianze del Cardinal Ravasi e del Presidente Malagò. La  LUMSA ha aperto le porte  alla tematica per far emergere le diverse sfaccettature della  complessa immagine dello sport nel momento attuale, con la certezza che dal confronto  sortirà una proposta condivisa che metta al centro l’educazione.

Questa tavola rotonda che sarà coordinata da Giampiero Spirito, responsabile dei servizi sportivi di TV 2000, vuole rappresentare anche un assaggio di quello che sarà il corso di Perfezionamento universitario in Formazione e management dello sport, il cui percorso verrà presentato al termine del convegno. 

Il direttore del Corso, Raniero Regni, ha dichiarato che con l’iniziativa della LUMSA  si intende passare dalla teoria alla pratica con proposte, anche provocatorie, sul piano operativo per gli educatori, per gli animatori e per tutti coloro che lavorano con i giovani e lo sport.

L’intento: rilanciare lo sport come mezzo di educazione, e persino come mezzo di evangelizzazione, senza strumentalizzazioni, ma anzi restituendo allo sport e al gioco la grazia e lo splendore che testimoniano la bellezza e la bontà creaturale. La priorità: educare allo sport e con lo sport.

Costantini sulla questione migranti: "Anche loro hanno bisogno di stare in gioco"

pubblicato 26 giu 2015, 07:28 da Admin Gp2 Sport   [ aggiornato in data 26 giu 2015, 07:30 ]

Il Presidente della Fondazione Giovanni Paolo II per lo Sport, Edio Costantini, sulle pagine romane de La Gazzetta dello Sport di venerdì 26 giugno 2015, ha dichiarato: «migranti hanno bisogno di trovare qualcuno che li accoglie così come sono. Lo sport ha la capacità di aiutare - prosegue nell'intervista Costantini, che sottolinea l'importanza di - formare dirigenti sportivi e allenatori perché torni la cultura di un nuovo umanesimo che mette al centro l'uomo».

La pagina de La Gazzetta dello Sport e l'intervista completa sono disponibili in allegato

Protocollo di intesa per la promozione di percorsi educativi attraverso lo sport

pubblicato 30 ott 2014, 06:16 da Admin Gp2 Sport   [ aggiornato in data 03 lug 2015, 06:56 ]

Il Ministro della Difesa Roberta Pinotti e il Cardinale Gianfranco Ravasi, Presidente del Pontificio Consiglio della Cultura, hanno sottoscritto mercoledì 29 ottobre un protocollo d’intesa per la promozione di percorsi educativi attraverso lo sport. Tra gli obiettivi l’integrazione dei ragazzi diversamente abili e di quelli originari di altri paesi, la prevenzione del doping e la formazione degli educatori.
“L’attività ludico-motoria e la pratica sportiva
– si legge nel testo dell’accordo – sono aree di grande valore formativo ed educativo perché permettono più facilmente alla persona di imparare ad agire in modo collegato e connesso con gli altri, di sperimentare i propri limiti, le frustrazioni e le sconfitte come eventi inevitabili”.
Tra gli impegni assunti dal Card. Ravasi “in coordinamento con l’Ufficio Nazionale per la pastorale del tempo libero sport e turismo della Conferenza Episcopale Italiana e la Fondazione Giovanni Paolo II per lo Sport, nonché l’Ordinariato Militare d’Italia” figurano:
- la promozione di un programma di azione culturale e di confronto nell’ambito dello sport sul modello della “Scuola di Pensiero: Uno sport per l’uomo aperto all’Assoluto”, già avviata nel 2011;
- l’avvio di percorsi di formazione comuni per allenatori ed educatori sportivi,  atti ad integrare la dimensione tecnico-sportiva degli atleti con contenuti e riflessioni di tipo antropologico,  etico e spirituale;
- la messa a disposizione le proprie risorse in termini di relatori, docenti ed esperti che possano intervenire nei Forum dello sport militare.
La delegazione della Santa Sede che ha firmato l’accordo, nei locali dell’Ambasciata d’Italia presso la Santa Sede, era composta, oltre che dal Cardinal Ravasi, dal Sottosegretario Mons. Melchor Sanchez Toca y Alameda, dal Direttore dell’Ufficio Nazionale per la pastorale del tempo libero, turismo e sport, Mons. Mario Lusek, dal Presidente della Fondazione Giovanni Paolo II per lo sport Edio Costantini, dalla prof.ssa Angela Teja della Scuola di Pensiero “Uno sport per l’uomo aperto all’Assoluto”.


La delegazione della Santa Sede partecipa all'incontro dei Ministri dello Sport dell'Unione Europea

pubblicato 28 ott 2014, 11:58 da Admin Gp2 Sport   [ aggiornato in data 28 ott 2014, 11:59 ]

Si è tenuto a Roma il 20 e 21 ottobre, presso il Ministero degli Affari Esteri, il Meeting informale dei Ministri dello Sport. Due giorni di confronto sullo sport nell’ambito del Semestre di Presidenza Italiana del Consiglio dell’Unione Europea.

Tra le delegazioni presenti, quella della Santa Sede, rappresentata da Mons. Melchor Sanchez de Toca Alameda, Sottosegretario del Pontificio Consiglio della Cultura ed Edio Costantini, Consultore del Pontificio Consiglio della Cultura e Presidente della Fondazione Giovanni Paolo II per lo Sport.

I temi affrontati nelle due giornate di lavoro sono di scottante attualità:

1. lo sport come strumento educativo, di integrazione e di coesione sociale per rendere le nostre città più inclusive, per incidere sulla qualità della vita delle periferie, ricucire le fratture urbane e far crescere il senso di comunità;

2. il fenomeno della “third party ownership”. La proprietà di terze parti dei giocatori comporta che un giocatore venga letteralmente “ venduto” e “suddiviso” per interessi economici tra uno o più fondi di investimento. I giocatori in questione perdono la loro libertà contrattuale, mentre i proprietari del cartellino abusano del potere d’acquisto a spese dei calciatori che vengono privati del libero arbitrio. I valori fondamentali di integrità e trasparenza, che dovrebbero essere parte integrante nello sport, vengono così disprezzati e violati. Tutto questo è contro la dignità umana. Occorrono provvedimenti che vietino la multiproprietà' degli atleti;

3. il fair play finanziario che chiede ai Club una gestione finanziaria giusta ed equa e il pareggio dei bilanci. Adottato dal calcio professionistico europeo, è diventato una regola molto importante per la credibilità e la sostenibilità di tutto lo sport.

I lavori sono stati coordinati da Graziano Delrio, in qualità di sottosegretario alla Presidenza del Consiglio.

- Intervento della delegazione della Santa Sede sulla sessione: sport e inclusione sociale:

La Chiesa ha sempre guardato con simpatia lo sport sia a livello educativo e pastorale sia a livello di fenomeno sociale e culturale perché ha a cuore la promozione della persona umana nella sua integralità corpo, anima e spirito.

Di fronte all’imponenza dello sport moderno, la Chiesa non ha mai avuto timori di accoglierne “sportivamente” le sfide, di incoraggiarne la pratica e di formulare un suo adeguato “pensiero” attraverso la sensibilità dei Sommi Pontefici.

Lo sport è cultura. Non è solo competizione, non è solo cura del benessere fisico o della salute, ma è un bene educativo, un bene sociale, culturale e spirituale. Lo sport diventa valore culturale quando è capace di rivelare l’uomo a se stesso ed avvicinarlo a comprendere il valore religioso della sua vita. Ciò vuol dire, come poter aiutare l’atleta a cogliere nell’esperienza sportiva la pienezza della vita

La Chiesa ha generato grandi figure di educatori e di santi che hanno saputo comprendere e valorizzare l'importanza dello sport in campo educativo: San Giovanni Bosco, San Leonardo Murialdo, don Pino Puglisi, assassinato dalla mafia e tanti altri. La Chiesa, attraverso le Parrocchie, le Congregazioni religiose, le scuole cattoliche ha sempre valorizzato lo sport come un bene educativo. Nel caso della Chiesa italiana, la diffusione educativa dello sport è avvenuto, soprattutto, attraverso gli oratori. Sono luoghi educativi gratuiti ed aperti a tutti. Milioni di ragazzi sono cresciuti e sono diventati adulti e bravi cittadini praticando lo sport e giocando. Alcuni di loro sono diventati dei grandi campioni... altri sono diventati bravi ed onesti cittadini. Tutto lo sport e in modo particolare il calcio ha svolto una vera opera educativa che ha affiancato per diverse generazioni, la famiglia, la scuola e la parrocchia nella costruzione della “comunità delle persone”. Pertanto, parlare oggi di sport significa parlare di un fenomeno sociale dalle dimensioni macroscopiche ed universali, che affonda le sue radici nelle molteplici ramificazioni della vita dei giovani e degli adulti.

Purtroppo, la grande sfida delle nostre società di oggi è l'emergenza educativa. Su questo versante lo sport può essere di grande aiuto. Perciò, bisogna continuamente vigilare perché lo sport non perda mai la sua vera “anima” educativa. Pertanto, occorre continuamente investire nella formazione di educatori, volontari, motivati e competenti, capaci di saper mettere sempre al centro dello sport il valore dell'atleta.

- Intervento della delegazione della Santa Sede sulla sessione: fair play finanziario e sul fenomeno della “third party ownership” (proprietà dei giocatori):

(Mons. Melchor Sanchez) - Ci complimentiamo con la UEFA per gli sforzi che sta facendo nel contrastare ogni forma di illegalità nel calcio europeo. È evidente a tutti, l'eccessiva commercializzazione dell'industria del calcio e la sua decadenza etica e morale. Il cuore dello sport non dovrebbe essere il profitto ma il gioco, non dovrebbe essere il consumismo ma la gratuità, l’altruismo, la solidarietà, la festa. Purtroppo, oggi, la malattia dell’utile e del profitto esasperato ha ridotto il calcio ad una sorta di “mercato del bestiame”, calpestando ogni forma di dignità umana. Gli atleti professionisti, da capitale umano e risorsa lavorativa di una società sportiva, sono diventati, oggi, cespiti patrimoniali e vengono considerati come quote del capitale sociale di un club alla pari di un immobile.

Bisogna restituire dignità umana all'atleta perché non può essere considerato alla pari di uno schiavo o di un attrezzo usa e getta. Non crediamo che un manager di un industria venga considerato al pari dell'atleta un cespite iscritto nel registro dei beni immobili o mobili della società per cui lavora. Sollecitiamo, pertanto, le istituzioni competenti e gli organismi sportivi, a partire dalla UEFA, a vigilare perché venga contrastata ogni forma di illegalità. Ma soprattutto, desideriamo che si mettano delle regole perché venga rispettata la dignità umana degli atleti. Lo sport e per l'uomo e non l'uomo per lo sport.

Riparte la Scuola di Pensiero "Uno sport per l’uomo aperto all’Assoluto"

pubblicato 16 ott 2014, 03:05 da Admin Gp2 Sport   [ aggiornato in data 04 dic 2014, 03:13 ]

Si riprende il cammino della Scuola di Pensiero sullo Sport con la prima riunione prevista per giovedì 16 ottobre 2014, con le stesse modalità delle passate edizioni.
"Un nuovo umanesimo per una nuova cultura sportiva" sarà il tema del percorso formativo promosso dall'Ufficio Nazionale per la Pastorale del tempo libero, turismo e sport della Conferenza Episcopale Italiana in collaborazione con il Servizio nazionale per il progetto culturale della CEI, il Pontificio Consiglio della Cultura e la Fondazione Giovanni Paolo II per lo Sport.
Affermare la necessità di un Nuovo Umanesimo nello sport significa affermare la ricerca di un Senso trascendente che giustifichi l’esistenza umana al di là dei campionati e delle medaglie. Un Senso che si incontra nel profondo di ogni essere umano e che, una volta individuato, si traduce in un modo nuovo di vedere e di vivere lo sport.
Un nuovo umanesimo cristiano, che potrebbe diventare il punto di riferimento per la costruzione di un nuovo modello di cultura sportiva. Questo Nuovo Umanesimo, per definizione plurale ed inclusivo, non pretende un mondo uniforme o un pensiero unico, bensì la convergenza, il dialogo e l’azione congiunta di tutti coloro che si riconoscono in questa nuova sensibilità ed hanno a cuore la dignità della persona umana.
Se vogliamo formare persone umane attraverso la pratica sportiva è necessario recuperare parole e comportamenti che favoriscano nei ragazzi e nei giovani la formazione di atteggiamenti e qualità morali che siano il presupposto per una vita buona e felice.
Infatti, il binomio umanesimo ed educazione, proprio in un’era altamente tecnologizzata come la nostra, viene ad assumere il valore di una sfida.
Un nuovo umanesimo che può avere un unico «fulcro, Gesù Cristo». Le riflessioni maturate nei primi tre anni della Scuola di Pensiero, trovano eco e incoraggiamento da Papa Francesco, che nel suo magistero quotidiano offre parole e gesti di sapore antico ma, altamente rivoluzionari per la cultura attuale, di cui ne abbiamo un immenso bisogno di sentire e di vivere.
Pertanto, in continuità con lo spirito di dialogo e di ricerca degli anni passati, la Scuola di Pensiero intende accompagnare il cammino e le riflessioni della Chiesa italiana sul tema del prossimo Convegno ecclesiale: In Gesù Cristo, nuovo umanesimo (Firenze 2015). In questo modo, desideriamo offrire il nostro contributo.

Seminario internazionale "Lo Sport è per l’Uomo: dalla «cultura del risultato» alla «cultura dell’incontro»

pubblicato 28 ago 2014, 09:10 da Admin Gp2 Sport   [ aggiornato in data 28 ago 2014, 09:14 ]

In occasione della partita interreligiosa per la pace in programma allo stadio Olimpico di Roma l’1 settembre, il Pontificio Consiglio della Cultura, in collaborazione con l’Ufficio nazionale della Pastorale del Tempo libero, turismo e sport della Conferenza Episcopale Italiana e la Fondazione Giovanni Paolo II per lo sport, incontrano i responsabili dell’Associazionismo sportivo cattolico internazionale per una giornata di riflessione sul tema: “Lo sport è per l’uomo”. Dalla «cultura del risultato» alla «cultura dell’incontro»

Nel videomessaggio di Papa Francesco in occasione dell’apertura della Coppa del Mondo 2014 in Brasile, ha sottolineato che lo sport non è solo una forma d’intrattenimento, ma anche - e direi soprattutto - uno strumento per comunicare valori che promuovono il bene della persona umana e contribuiscono alla costruzione di una società più pacifica e fraterna”.

Il Seminario internazionale sarà l’occasione per riflettere sullo “sfinimento” culturale e “progettuale” di un sistema sportivo che al limite dell’umano, spesso, autoreferenziale ed imprigionato nelle logiche del consumismo sfrenato.

Del resto, un modello sportivo fondato sulla pubblicità, che ha dimenticato l’uomo e che ha come fine la vittoria, il successo e il profitto ad ogni costo, non riesce più ad assolvere il suo ruolo di “scuola di vita” per le giovani generazioni.

Lo sport è o non è quello straordinario valore che permette alla società di “crescere” e stare meglio?

Potrà mai lo sport superare la cultura dello scarto per promuovere la cultura dell’incontro e della fraternità come auspica Papa Francesco?

Potrà contribuire a creare relazioni tra le persone in questa civiltà troppo stressante ed individualista?

Potrà tornare ad essere un “bene educativo”  e uno strumento di fratellanza e di pace tra i popoli e le nazioni per la sua gratuità, senza pretesa di essere campioni a tutti i costi?

Può essere il cristianesimo una forza interna, una sorgente di forze positive e di nuove possibilità per questo mondo dello sport?

Questo seminario sarà un’occasione straordinaria per riflettere e confrontarsi sul valore educativo, culturale e spirituale dell’esperienza sportiva e proporre nuovi percorsi formativi per educatori sportivi.

Occorre ripartire dalla formazione una nuova classe di dirigenti e di allenatori, capace di creare un nuovo modello di cultura sportiva e una nuova civiltà più umana. Occorre perciò una svolta culturale. L’unica via d’uscita, l’unica flebile luce che traspare sul fondo è quella di rimettere al centro l’uomo. Ciò vuol dire affermare la necessità di un nuovo umanesimo che significa affermare la ricerca di un senso trascendente della vita che giustifichi l’esistenza umana al di là delle medaglie e dei facili guadagni. Un senso che si traduce in un modo nuovo di vedere e di vivere lo sport e la vita. Un nuovo umanesimo cristiano, che potrebbe diventare un punto di riferimento per la costruzione di un nuovo modello di cultura sportiva.

Tra i partecipanti, rappresentanti dell’associazionismo sportivo cattolico dagli Stati Uniti (Catholic Athletes for Christ, FOCUS Varsity Catholic), Inghilterra (Kairos Forum), Italia (Centro Sportivo Italiano), Messico (Deporte Sinaloa), Slovacchia (Orol), Malta (Kerygma).

Tra gli obiettivi del Seminario c’è la preparazione della Vatican Global Conference on Sport and Faith, che si terrà in Vaticano nel mese di settembre 2015: per la prima volta un incontro internazionale in Vaticano con i vertici dello sport mondiale IOC, Federazioni Mondiali, e leader religiosi, per far fronte alle sfide del mondo dello sport.

Il Seminario si terrà nella sede del Pontificio Consiglio della Cultura, lunedì 1 e martedì 2 settembre. Tra le attività previste ci sono la visita al “Cubicolo degli Atleti”, nelle Catacombe dei Ss. Marcellino e Pietro, la più antica raffigurazione di un atleta cristiano risalente al IV secolo, e la partecipazione all’udienza generale di Papa Francesco, mercoledì 3 settembre.

Scarica il programma in allegato

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