News


Il sito Web di Antidoping Green Seal, un progetto Erasmus +, è ufficialmente online

pubblicato 17 ott 2018, 01:26 da Admin Gp2 Sport   [ aggiornato in data 17 ott 2018, 01:41 ]

Presentate giovedì 11 ottobre a Roma le tre azioni progettuali per mettere in fuorigioco l’uso delle sostanze dopanti: informazione, sensibilizzazione e certificazione di qualità. Tre valori anomali a tutela della salute nello sport amatoriale.

 

Essere positivi dopo un test o per natura. C’è chi vi risulta dopo esami di laboratorio, e chi, come il Csi e la Fondazione Giovanni Paolo II per lo Sport lo sono dalla loro nascita, intente a promuovere uno sport che trasmetta valori sani, essi stessi primi anticorpi contro il doping.

 

«Per il Csi positivo equivale ad ottimista - così ha esordito il presidente nazionale del Centro Sportivo Italiano, Vittorio Bosio, - Abbiamo sempre messo al centro la persona, non il campione, e perciò siamo particolarmente attenti affinché chi si approccia all’attività sportiva lo faccia in maniera sana e corretta. Questo progetto vuole offrire una prima informazione importante, per favorire uno sport autentico, senza ricorrere a pericolose scorciatoie. L’atleta professionista ha il deterrente dei controlli ed è seguito costantemente da uno staff medico. Per tutti gli altri il vero rischio è il “fai da te”».

 

Il Csi è risultato tra i soggetti assegnatari del “Programma di ricerca e di formazione/informazione 2017 sui farmaci, sulle sostanze e pratiche mediche utilizzabili a fini di doping e per la tutela della salute nelle attività sportive” promossa dalla Sezione per la vigilanza ed il controllo sul doping e per la tutela della salute nelle attività sportive del Comitato Tecnico Sanitario del Ministero della Salute.

 

In Via della Conciliazione 1, a Roma, sede storica del Csi oggi alla presentazione, moderata dal giornalista sportivo di Tv2000, Giampiero Spirito, sono scese in campo per fare “rete” altre tre squadre: Federfarma, la Fondazione Giovanni Paolo II per lo Sport e Aepsad. Insieme a loro verranno promosse azioni chiave per sensibilizzare giovani e adulti contro il doping e a favore della tutela della salute nelle attività sportive e ricreative.

 

Grazie a Federfarma - Federazione nazionale che rappresenta in Italia oltre 16mila farmacie private, convenzionate con il SSN - le farmacie riconoscibili da una specifica locandina, saranno protagoniste dell’iniziativa «Metti il doping in fuorigioco. Chiedilo al tuo farmacista», nel fornire informazioni utili per un’educazione alimentare sana e sull’uso di integratori idonei all’attività sportiva praticata. Prima azione pilota nella città di Roma e provincia, con circa trecento farmacie aderenti al progetto.

«In queste farmacie – ha affermato il presidente del Sistema Farmacia Italia di FederFarma, Alfredo Procaccini - genitori, allenatori e gli stessi atleti potranno chiedere informazioni e porre domande relative a una educazione alimentare sana e all’utilizzo di integratori idonei all’attività sportiva praticata. Non è un fatto di solo sport, ma di salute. La rete internet è dannosissima e con il proliferare del mercato online, la poca informazione di gestori di impianti sportivi o di istruttori e allenatori può portare a scelte sbagliate nell’utilizzo di integratori, farmaci o altre sostanze dopanti, inutili o addirittura dannose alla salute».

 

La terza azione preventiva nel contrasto al doping è quella proposta dal progetto biennale “Antidoping Green Seal”, cofinanziato dal programma Erasmus+ dell’Unione Europea - promosso in Belgio, Croazia, Italia, Polonia, Regno Unito e Spagna – e realizzato in Italia dalla Fondazione Giovanni Paolo II per lo Sport, con il sostegno del CSI.

 

 

 

Uno degli obiettivi del progetto è lo sviluppo di un codice etico antidoping da adottare tra le organizzazioni sportive ricreative di tutta Europa per prevenire comportamenti non sani degli atleti non professionisti. Il principale gruppo target del progetto è rappresentato dai giovani nelle strutture sportive ricreative.
L’ex giocatore di Pallavolo della nazionale spagnola e della serie A italiana Jesus Garrido, oggi direttore del Dipartimento Educazione e Ricerca dell’Aepsad: “Siamo agli inizi di un percorso biennale che mira a una diffusione capillare nelle Istituzioni governative. Stiamo lavorando per salvaguardare al meglio lo sport ricreativo, quello cioè più libero, e dunque maggiormente incontrollato”.

 

È stato presentato ufficialmente il sito del progetto https://greenseal.aepsad.gob.es/ ove sono documentate tutte le attività e gli obiettivi di del progetto Antidoping Green Seal.

 

Il sito web è uno dei principali strumenti di comunicazione e ospita il contenuto del progetto, i suoi obiettivi e tutti i materiali prodotti durante il progetto (studio, linee guida, manuale, interviste e strumenti informativi). Tutti i contenuti e il materiale saranno disponibili in tutte le lingue del progetto: croato, olandese, inglese, italiano, polacco, spagnolo.

 

Per concludere lo sport possiede e trasmette valori interni, che sono essi stessi i primi anticorpi contro il doping. Per far emergere questi valori sani dello sport (tra cui i 6 enunciati nel convegno internazionale “Sport e fede” dalla Santa Sede: balance, respect, compassion, joy, enlightenment, love), e mettere in secondo piano quella visione di sport esclusivamente finalizzata e orientata alla prestazione sportiva, al record, alla vittoria a tutti i costi, al successo e alla spettacolarizzazione, sono stati prodotti diversi format di video che, attraverso i racconti di testimonial sportivi ed esperti del mondo dello sport, mostrano ai giovani atleti che lo sport e il doping sono scelte incompatibili.

 

 

Per ulteriori informazioni su ANTIDOPING GREEN SEAL si prega di contattare segreteria@gp2sport.org o visitare il nostro sito Web www.gp2sport.org o https://greenseal.aepsad.gob.es/.

 

Per ulteriori informazioni sulle azioni antidoping del CSI, visita il sito web www.csi-net.it

 

Lo sport è vita. Tre azioni per mettere il doping in fuorigioco

pubblicato 9 ott 2018, 03:28 da Admin Gp2 Sport   [ aggiornato in data 9 ott 2018, 03:28 ]

Essere positivi dopo un test o per natura. C’è chi vi risulta dopo esami di laboratorio, e chi, come il Centro Sportivo Italiano lo è dalla sua nascita, intento a promuovere uno sport che trasmette valori sani, essi stessi primi anticorpi contro il doping. 
Giovedì 11 ottobre, alle ore 11, presso la sede di Via della Conciliazione, 1 il Csi presenterà alla stampa il progetto denominato “Sport per la Vita. Il benessere integrale della persona attraverso la pratica sportiva”, oltre ad altre campagne di sensibilizzazione contro il doping e a favore della tutela della salute nelle attività sportive. All’incontro moderato da Giampiero Spirito , interverranno il presidente nazionale del Csi, Vittorio Bosio , il presidente del Sistema Farmacia Italia di FederFarma, Alfredo Procaccini , e l’ex giocatore di Pallavolo della nazionale spagnola e nella serie A italiana Jesus Garrido, direttore del Dipartimento Educazione e Ricerca dell'Agenzia Spagnola per la Protezione della Salute nello Sport (AEPSAD) che presenterà il progetto europeo anti-doping Green Seal

La “Fondazione Giovanni Paolo II per lo sport” a Varsavia per il 2° Meeting ed evento moltiplicatore del Progetto Antidoping Green Seal

pubblicato 19 lug 2018, 06:13 da Admin Gp2 Sport   [ aggiornato in data 19 lug 2018, 06:13 ]

La Fondazione Giovanni Paolo II per lo Sport
è stata a Varsavia il 26 e 27 giugno per il secondo incontro del progetto ANTIDOPING Green Seal, cofinanziato dal programma Erasmus +, Key Action Sport, che ha riunito sei partner provenienti da Belgio, Croazia, Italia, Polonia, Spagna e RegnoUnito. Il Progetto mira a migliorare la comprensione e la consapevolezza delle implicazioni negative del doping negli sport ricreativi. Come tale, ANTIDOPING Green Seal colma un vuoto poiché la maggior parte delle campagne e delle attività antidoping sono rivolte agli atleti coinvolti in sport professionali e competitivi.

Il progetto Green Seal Project svilupperà un codice etico antidoping per le organizzazioni sportive dilettantistiche in tutta Europa per prevenire comportamenti non salutari degli atleti non professionisti. Il principale gruppo target del progetto è rappresentato dai giovani nelle strutture sportive ricreative, così come l'intera gamma di soggetti interessati negli sport ricreativi.

Alla riunione di Varsavia, i partner hanno confrontato i risultati della ricerca e dell'indagine condotta nei propri paesi. I risultati dell'analisi forniranno input per lo sviluppo del codice etico e del “Bollino Verde” Green Seal.

In concomitanza con il Meeting, il partner polacco IRSIE (Instytut Rozwoju Sprtu I Educacji) ha tenuto un evento moltiplicatore per presentare i risultati del progetto e coinvolgere i gruppi target e le parti locali interessate. L'evento moltiplicatore è stata un'occasione unica per divulgare i risultati del progetto e coinvolgere altre organizzazioni e istituzioni: oltre ai rappresentanti di organizzazioni sportive, atleti non professionisti e media locali, l'Agenzia antidoping polacca ha fornito il patrocinio dell'evento e ha presentato le tendenze al doping sia in ambito professionale che ricreativo in Polonia.


Per ulteriori informazioni su ANTIDOPING GREEN SEAL si prega di contattare segreteria@gp2sport.org

La Fondazione Giovanni Paolo II per lo Sport, inizia i lavori del progetto “Antidoping Green Seal”, un progetto Erasmus+

pubblicato 13 feb 2018, 03:57 da Admin Gp2 Sport   [ aggiornato in data 19 feb 2018, 03:29 ]

Roma, 12 Febbraio 2018 - La Fondazione Giovanni Paolo II per lo Sport, il 6 e 7 Febbraio scorsi a Roma, ha dato il via ai lavori del progetto “Antidoping Green Seal – Bollino Verde per l’Antidoping”, un progetto co-finanziato dal programma Erasmus+ dell’Unione Europea.
 
Green Seal è un progetto di due anni implementato da un consorzio di 6 partner di altrettanti paesi Europei (Belgio, Croazia, Italia, Polonia, Regno Unito e Spagna).

Green Seal affronta il problema del doping negli sport ricreativi e svilupperà azioni preventive complete per contrastare l'uso del doping negli sport ricreativi tra i giovani.
 
Tali azioni preventive saranno definite sulla base di un'accurata valutazione svolta attraverso attività di ricerca 
sia primaria che secondaria, garantendo un approccio dal basso verso l'alto che produrrà risultati pienamente pertinenti 
e coerenti con le reali esigenze del gruppo target.
 
Il partenariato ha dato il via alla realizzazione del progetto pianificando le attività iniziali di ricerca, mirando ad analizzare il problema del doping negli ambienti sportivi ricreativi. Quindi, i partner hanno delineato le attività di divulgazione per dare una grande visibilità alle azioni e ai risultati del progetto. Tre eventi sportivi moltiplicatori sono previsti durante la vita di GREEN SEAL per promuovere la visibilità del progetto e diffondere la metodologia e le azioni dello stesso.

Il meeting di apertura del progetto ha rappresentato inoltre una grande opportunità per i partner di incontrarsi e raggiungere una comprensione comune del programma di lavoro.

La Fondazione Giovanni Paolo II per lo sport nasce nel 2008 con lo scopo di promuovere i valori educativi dello sport e opera su due grandi fronti: la promozione dei valori educativi dello sport attraverso la rinascita di nuovi luoghi educativi e lo studio per la realizzazione di grandi eventi culturali e formativi. Nel progetto Green Seal si occuperà in primo luogo di coordinare la ricerca sul doping nelle strutture ricreative, per arrivare alla creazione di un codice etico e di un “Bollino verde Antidoping” con cui certificare le strutture sportive aderenti a tale programma.

Info e contatti:  segreteria@gp2sport.org     www.gp2sport.org

Scuola di Pensiero 2017 "Quale futuro per lo sport?"

pubblicato 10 feb 2017, 04:04 da Admin Gp2 Sport   [ aggiornato in data 10 feb 2017, 04:07 ]

Continua il cammino della Scuola di Pensiero per lo sport per l'anno 2017, organizzato dall'Ufficio Nazionale per la Pastorale del tempo libero, turismo e sport della Conferenza Episcopale Italiana e dalla Fondazione Giovanni Paolo II, in collaborazione con il Dicastero per la Famiglia, i Laici e la Vita (Ufficio per lo sport), il Pontificio Consiglio della Cultura (Dipartimento Fede cultura e sport) e il Pontificio Oratorio San Paolo. Una serie di incontri che si svolgeranno dal 9 marzo a settembre 2017, presso l'Oratorio di San Paolo a Roma (Viale di San Paolo 12), dalle 18,30 alle 22,30.

In allegato la mappa dei contenuti, il calendario dettagliato delle riunioni con i rispettivi argomenti e relatori, e le indicazioni logistiche e pratiche.

In Vaticano la prima conferenza mondiale su fede e sport

pubblicato 17 ott 2016, 05:39 da Admin Gp2 Sport   [ aggiornato in data 17 ott 2016, 05:39 ]

Da oggi, i mondi dello Sport, della Fede, dell’economia e dell’educazione sono più uniti per costruire un’umanità migliore. E’ l’eredità di “SPORT AT THE SERVICE OF HUMANITY”, la prima Conferenza Globale su Sport e Fede, che si è conclusa il 7 ottobre in Vaticano. I delegati hanno lavorato fianco a fianco per due giorni di discussioni plenarie e gruppi di lavoro, guidati dai sei principi del Comportamento Sportivo: Compassione, Rispetto, Amore, Ispirazione, Equilibrio e Gioia.

Partendo da un forte consenso su valori comuni e idee, speaker e partecipanti si sono confrontati sui risultati del loro lavoro collettivo e su come tradurre i principi in azioni, ripromettendosi di mantenere intatto lo spirito di “SPORT AT THE SERVICE OF HUMANITY” e del suo Movimento.

La Conferenza è stata organizzata dal Pontificio Consiglio per la Cultura, con la guida del Cardinale Gianfranco Ravasi, e la presenza di leader delle maggiori tradizioni religiose. Per la Fondazione Giovanni Paolo II per lo Sport erano presenti il presidente, Edio Costantini, il vice presidente mons. Mario Lusek e il segretario Daniele Pasquini. 


Il discorso di Papa Francesco alla cerimonia di apertura

Lo sport è “un invito a sviluppare i talenti che Dio ci ha dato”, e quando “gli atleti tendono al massimo delle possibilità” trascende “il livello della pura fisicità e ci porta nell’arena dello spirito e addirittura del mistero”. Lo ha detto Papa Francesco, il 5 ottobre in Aula Paolo VI, nel suo discorso (in allegato) ai partecipanti alla cerimonia di inaugurazione. Lo sport, ha affermato il Pontefice, rende un “prezioso servizio” all’umanità, è “un’attività umana di grande valore” e “proprio in questi ultimi mesi abbiamo visto come i giochi olimpici e paraolimpici sono stati al centro dell’attenzione del mondo intero”. Un’altra sua caratteristica “è che non è riservato agli atleti di grandi prestazioni; è anche dilettantistico e amatoriale, non riservato alle competizioni”. Inoltre “insegna a lavorare in squadra, a saper vincere e a saper perdere e per questo è importante che tutti possano partecipare alle attività sportive”.

 

Allianz è stata partner fondatore di “SPORT AT THE SERVICE OF HUMANITY”.

Le Nazioni Unite e il Comitato Olimpico Internazionale sono stati special supporter dell’evento.

Il Vescovo Paul Tighe, Segretario Aggiunto del Pontificio Consiglio per la Cultura, rivolgendosi ai partecipanti nel suo discorso finale, ha dichiarato: “La Conferenza è stata una manifestazione di straordinaria rilevanza. Abbiamo condiviso energia, entusiasmo, ispirazione, idee e proposte. Abbiamo imparato gli uni dagli altri, creando forti contatti e cooperando, e ora, insieme, siamo più forti”.

“Ma un buon inizio è solo metà del lavoro” – ha aggiunto il Vescovo Tighe. “Vogliamo promettere continuità, specialmente tramite lo Humanity Sports Club, grazie all’impegno di Allianz. Useremo tutti i più moderni mezzi di comunicazione per continuare a condividere i risultati del nostro lavoro, ma prendiamo soprattutto un impegno: dare un seguito al nostro lavoro, e vi chiediamo di continuare a confrontarvi con noi. Insieme, abbiamo avuto tutti il coraggio di credere che lo Sport possa mettersi al servizio dell’umanità”.

Il Cardinale Gianfranco Ravasi, Presidente del Pontificio Consiglio della Cultura, ha concluso “SPORT AT THE SERVICE OF HUMANITY” ringraziando tutti i partner coinvolti, e ricordando che “lo Sport, più di ogni altra cosa, deve essere autentico. Un bambino che gioca con un pallone per strada in una favela è uno dei più autentici simboli di gioia e libertà”. Il Cardinale Ravasi ha poi concluso il suo discorso con una benedizione interreligiosa.

 HUMANITY SPORTS CLUB

I sei Principi del Comportamento Sportivo hanno già ispirato un Movimento, formato da giovani, grandi atleti, club sportivi e organizzazioni. Il primo passo per entrare a far parte di questo team, e poter cambiare in meglio lo Sport, le nostre vite e il mondo è visitare la pagina Facebook dello Humanity Sports Club 

Convegno "Lo sport in rosa" - LUMSA

pubblicato 29 ott 2015, 08:06 da Admin Gp2 Sport   [ aggiornato in data 29 ott 2015, 08:07 ]

Martedì 27 ottobre è stata inaugurata presso la sede LUMSA di via di Porta Castello 44 la mostra fotografica su 
L’emancipazione femminile vista attraverso i Giochi Olimpici, messa a disposizione da Panathlon International Distretto Italia. La mostra consiste in pannelli fotografici corredati da una didascalia di forte efficacia didattica, vuole evidenziare la forza emotiva con cui le donne dello sport sono scese in campo per emergere dal loro paradossale isolamento.

L’inaugurazione della mostra è stata preceduta dal Convegno Lo sport in rosa, a cui hanno partecipato Mons. Mario Lusek, responsabile dell’Ufficio Nazionale CEI per la pastorale del tempo libero, turismo e sport, Edio Costantini, della Fondazione Giovanni Paolo II per lo sport, Consuelo Corradi, Pro Rettore della LUMSA, Raniero Regni, direttore del Corso di perfezionamento in Formazione e management dello sport della LUMSA, Pierluigi Palmieri, Governatore Panathlon, Alessandro Palazzotti, Vice Presidente di Special Olimpics.

Al convegno erano presenti Veronica Borsi, Maria Elisabetta Marconi, Martina Petraglia, atlete del gruppo polisportivo “Fiamme Gialle” e Lucia Galli, medaglia di bronzo nelle bocce.

 

L’obiettivo del convegno è far conoscere il lungo cammino per l’emancipazione che con fatica, costanza, passione, impegno e talvolta con ribellione nei confronti delle regole, tante donne hanno combattuto e vinto nel mondo dello sport ed in particolare in quello olimpico.

 

«L’università» - ha affermato la prof.ssa Consuelo Corradi, Pro Rettore della LUMSA - «è un soggetto forte che insieme ad altri soggetti forti genera cultura, informazione, formazione per le nuove generazioni. Questo evento mostra tangibilmente come la LUMSA sia interessata ad essere in contatto con coloro che dello sport non parlano ma lo praticano tutti i giorni delle loro vite. Lo sport è uno degli spazi della libertà femminile. Noi oggi ricordiamo le campionesse perché poi dietro ognuna di loro è venuto un plotone».

 

L’iniziativa rientra negli eventi previsti dal programma del Corso di perfezionamento in Formazione e management dello sport organizzato dal Dipartimento di Scienze umane della LUMSA. Il corso è patrocinato dal CONI e dal Pontificio Istituto della Cultura.


Nel cuore dello sport - Se l'educazione fa centro. Presentato alla Lumsa il corso di perfezionamento "Formazione e management dello sport"

pubblicato 2 lug 2015, 10:49 da Admin Gp2 Sport   [ aggiornato in data 3 lug 2015, 06:54 ]

Rilanciare lo sport come mezzo di educazione ed evangelizzazione, recuperare nello sport la dimensione ludica, promuovere un nuovo modello di cultura sportiva che rimetta al centro l’uomo.

Sono solo alcuni dei numerosi spunti emersi nel corso della tavola rotonda “Nel cuore dello sport – Se l’educazione fa centro” tenutasi mercoledì 1 luglio 2015 presso l‘Università Lumsa di Roma, alla quale sono intervenuti il prof. Francesco Bonini, Rettore della LUMSA, il Card. Gianfranco Ravasi, Presidente del Pontificio Consiglio della Cultura, Giovanni Malagò, Presidente del CONI, Mons. Mario Lusekresponsabile dell‘Ufficio per la pastorale del tempo libero, turismo e sport della Cei, e Giampiero Spirito, Responsabile servizi sportivi TV2000, in veste di moderatore.

Nel saluto introduttivo il rettore della Lumsa, prof. Francesco Bonini, in riferimento al corso di perfezionamento “Formazione e management dello sport” - che è stato presentato nella seconda parte della mattinata - ha spiegato: “La nostra università riprende una tradizione consolidata sui temi dello sport. È il momento di lanciare una rete coordinata di investimenti sui temi della cultura e dell’educazione”.

Per Giovanni Malagò, presidente del Coni: “Questo corso è un importante segnale di modernità. Nel nostro Paese c'è spazio per trovare collocazione professionale all'interno dello sport, ma non è più possibile improvvisarsi. È necessario – ha affermato Malagò - che i dirigenti siano sempre più preparati e competenti”.

Il cardinale Gianfranco Ravasi, nel corso del suo intervento, ha evidenziato l’aspetto teologico del gioco: “Dio è sportivo e creatore del bello; nella sapienza creatrice Dio gioca sul globo terrestre e si diverte”. Successivamente si è soffermato sull’aspetto antropologico del gioco: “È un aspetto strutturale dell’essere umano. Anche nel lavoro dell’uomo una delle espressioni fondamentali è rappresentata dal gioco. L'uomo per realizzarsi deve trasformare qualcosa. Se ciò non avviene la persona si sente infelice o incompleta; proprio per questo è necessario recuperare la dimensione ludica in tutti gli aspetti della vita dell’uomo”. Il Presidente del Ponticio Consiglio della Cultura, ha sottolineato, inoltre, i numerosi riferimenti allo sport nelle Sacre Scritture: “Uno dei patroni degli sportivi che proporrei è San Paolo che utilizza il linguaggio dello sport come metafora cristiana. Basti ricordare il paragone con la corsa allo stadio e la lotta greco-romana nella I Lettera ai Corinzi. Il gioco, proprio perché è così strutturale all’essere umano - ha concluso Ravasi - può essere toccato dalle colpe, dagli errori, dalle frodi e sfociare negli eccessi e nei fanatismi; è necessario guardarsi, quindi, dalle derive del gioco e dello sport rappresentate dal tifo violento, dalla ludopatia e dal doping”.

“Nel percorso dei primi quattro anni della Scuola di Pensiero “Uno sport per l’uomo aperto all’Assoluto” ci siamo immersi nel cuore dello sport – ha affermato Mons. Mario Lusek, responsabile dell'Ufficio per la pastorale del tempo libero, turismo e sport della Cei - Abbiamo compreso che lo sport non solo è una manifestazione tipica del nostro tempo, ma anche uno specchio delle ambiguità della società contemporanea. È necessario ridare un'anima allo sport e condurlo verso la sua dimensione originaria. La Chiesa non si limita a richiamare i principi etici che sono alla base della pratica sportiva, ma è necessario vivere la dimensione cristiana nella società, anche nelle forme del gioco e del tempo libero. Se lo sport viene privato della dimensione educativa – ha proseguito Lusek - la stessa idea di sport viene meno, si impoverisce e rimane un’attività fine a se stessa". http://piwik1.glauco.it/piwik.php?idsite=9

Educare attraverso lo sport e con lo sport è una delle finalità del Corso di perfezionamento in “Formazione e management dello sport” che è stato presentato nella seconda parte della mattinata dal prof. Raniero Regni, Direttore del Corso di perfezionamento, e da Edio Costantini, Presidente della Fondazione Giovanni Paolo II per lo sport.

“L’obiettivo ambizioso del corso – ha affermato il prof. Raniero Regniè di riflettere in maniera approfondita sullo sport e di qualificare professionisti competenti in tutti gli ambiti della formazione e del management sportivo. La cultura – ha concluso Regni - può dare uno strumento in più ai formatori, ai dirigenti e agli educatori”.

Per Edio Costantini, presidente della Fondazione Giovanni Paolo II per lo sport, “è necessario risvegliare le coscienze e rimettere al centro dello sport la questione educativa. Lo sport è cultura ed è proprio grazie al percorso di approfondimento che è stato portato avanti in questi anni dalla Scuola di Pensiero “Uno sport per l’uomo aperto all’Assoluto” si è arrivati oggi alla proposta accademica del Corso di perfezionamento. Proprio in questo momento in cui lo sport sembra essere sempre più degenerato dalla deriva del denaro e del successo, - ha concluso Costantini - lo sport ha bisogno di formatori e di educatori che sappiano accompagnare la vita delle persone”.

Il corso di perfezionamento “Formazione e management dello sport” – organizzato dal Dipartimento di Scienze umane della Libera Università Maria Santissima Assunta sotto il patrocinio del Pontificio Consiglio della Cultura, in partenariato con l’Ufficio per la Pastorale del tempo libero, turismo e sport della Cei – prenderà il via ad ottobre e prevede 220 ore, divise tra lezioni teoriche, pratiche, project work, stage e seminari con esperti del settore sportivo.

All’interno del corso sono previsti anche un ciclo di convegni "Open forum" su diversi temi: Gioco e formazione umana (rimettere l'uomo al centro dello sport); la grande bellezza dello sport (arte, letteratura, cinema); la forza della fragilità (disabilità e inclusione); verso una teologia dello sport.
Il corso di perfezionamento “Formazione e management dello sport” è promosso in collaborazione con la Fondazione Giovanni Paolo II per lo Sport, il Panathlon International Distretto Italia, Special Olympics Italia e l’Associazione Medaglie D’Oro.

Nel cuore dello sport. Se l'educazione fa centro

pubblicato 26 giu 2015, 08:34 da Admin Gp2 Sport   [ aggiornato in data 3 lug 2015, 06:55 ]

Mercoledì 1 Luglio l'Università Lumsa, in collaborazione con il Pontificio Consiglio della Cultura e il CONI, darà vita a una tavola rotonda per discutere dei problemi e dei valori dello sport. Interverranno il Cardinale Gianfranco Ravasi e Giovanni Malagò

Mercoledì 1 luglio l’Università LUMSA metterà la lente di ingrandimento sullo Sport, con una tavola rotonda per la quale sono stati mobilitati  i vertici  della cultura cattolica e del mondo olimpico, quali il  Presidente del Pontificio Consiglio della Cultura, Cardinale Gianfranco Ravasi, il Magnifico Rettore della Lumsa, Prof. Francesco Bonini, il Presidente del CONI, Dott. Giovanni Malagò, Mons. Mario Lusek, responsabile dell’Ufficio per la Pastorale del tempo libero, turismo e sport della CEI.

Il successo dello sport oggi è indiscutibile. Esso possiede una capacità di mobilitazione di interessi e passioni che altre istituzioni e dottrine vorrebbero avere.  Secondo gli organizzatori dell’evento, tra cui Raniero Regni, Edio Costantini, Melchor Sanchez e Mario Lusek, questo accade perché lo sport parla al cuore umano. Al centro dell’essere umano c’è una tensione che genera inquietudine ed agonismo. L’essere umano non vive di sola utilità e sembra avere uno straordinario bisogno di ciò che appare superfluo, improduttivo, senza scopo, futile, ma anche libero e infinito. E’ questa la dimensione ludica dello sport che è e deve rimanere fratello gemello del gioco. E, nel gioco, c’è il rapporto con il destino, la tensione tra il finito e l’infinito, che lo apparenta al rito e al mito. La bellezza, la forza, il fair play, la generosità, il coraggio, la nobiltà d’animo, la gratuità, sono valori che lo sport  mobilita e che vanno però educati ed indirizzati allo sviluppo umano nella sua totalità.

Il successo dello sport lo espone però anche a forme di degenerazione di cui si parla ogni giorno. Sono le degenerazioni della spettacolarizzazione, dello sfruttamento economico, dell’agonismo esasperato, del doping, della violenza. Quasi a voler testimoniare che per ogni fisiologia c’è sempre il rischio di una patologia, che è una riduzione ed un malfunzionamento unilaterale. Questo accade quando si perde di vista lo sviluppo umano e sociale nel suo complesso, quando si perdono di vista i valori che la pratica sportiva dovrebbe comportare, quando si perde di vista l’integrità della persona come corpo, anima e spirito, cioè quando si perde di vista il grande valore educativo che lo sport possiede con il suo potere di umanizzazione.

E’ soprattutto di questi aspetti educativi che si parlerà nella Tavola rotonda dal titolo emblematico  “Nel cuore dello sport”, voluta fortemente dal Magnifico Rettore della LUMSA Francesco Bonini, a cui accenna il sottotitolo, Se l’educazione fa centro, con un confronto profondo e serrato tra una visione laica ed una visione religiosa della ludicità e dello sport, con le preziose testimonianze del Cardinal Ravasi e del Presidente Malagò. La  LUMSA ha aperto le porte  alla tematica per far emergere le diverse sfaccettature della  complessa immagine dello sport nel momento attuale, con la certezza che dal confronto  sortirà una proposta condivisa che metta al centro l’educazione.

Questa tavola rotonda che sarà coordinata da Giampiero Spirito, responsabile dei servizi sportivi di TV 2000, vuole rappresentare anche un assaggio di quello che sarà il corso di Perfezionamento universitario in Formazione e management dello sport, il cui percorso verrà presentato al termine del convegno. 

Il direttore del Corso, Raniero Regni, ha dichiarato che con l’iniziativa della LUMSA  si intende passare dalla teoria alla pratica con proposte, anche provocatorie, sul piano operativo per gli educatori, per gli animatori e per tutti coloro che lavorano con i giovani e lo sport.

L’intento: rilanciare lo sport come mezzo di educazione, e persino come mezzo di evangelizzazione, senza strumentalizzazioni, ma anzi restituendo allo sport e al gioco la grazia e lo splendore che testimoniano la bellezza e la bontà creaturale. La priorità: educare allo sport e con lo sport.

Costantini sulla questione migranti: "Anche loro hanno bisogno di stare in gioco"

pubblicato 26 giu 2015, 07:28 da Admin Gp2 Sport   [ aggiornato in data 26 giu 2015, 07:30 ]

Il Presidente della Fondazione Giovanni Paolo II per lo Sport, Edio Costantini, sulle pagine romane de La Gazzetta dello Sport di venerdì 26 giugno 2015, ha dichiarato: «migranti hanno bisogno di trovare qualcuno che li accoglie così come sono. Lo sport ha la capacità di aiutare - prosegue nell'intervista Costantini, che sottolinea l'importanza di - formare dirigenti sportivi e allenatori perché torni la cultura di un nuovo umanesimo che mette al centro l'uomo».

La pagina de La Gazzetta dello Sport e l'intervista completa sono disponibili in allegato

1-10 of 15